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Anedonia

di Autostima

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Contenuto

Anedonia è un diario poetico e intimo, composto da 99+1 frammenti scritti nell'estate del 2026 e disposti secondo un ordine cronologico di rigetto. Non vuole essere un semplice libro di poesie, né una raccolta di racconti: è piuttosto la trascrizione diretta di una lotta interiore, un tentativo di mettere nero su bianco ciò che normalmente rimane nascosto. Il libro attraversa i primi vent'anni di vita dell'autore seguendo un percorso fatto di amore, perdita, solitudine, nostalgia, disincanto, paura e ricerca di un significato. Al centro c'è una voce che si sente costantemente fuoriluogo, incapace di riconoscersi pienamente nel mondo e nelle persone che lo abitano. Il dolore diventa una presenza quasi fisica: un interlocutore, uno spettro, una croce da portare, ma anche qualcosa da attraversare per poter tornare a respirare. Le poesie si muovono continuamente tra opposti: vita e morte, luce e buio, amore e odio, estasi e disgusto, desiderio e rifiuto. Le relazioni sentimentali diventano spesso il luogo in cui questi contrasti esplodono: una persona amata può essere contemporaneamente salvezza e rovina, cura e ferita, paradiso e inferno. Accanto alla dimensione amorosa emerge una memoria più antica, fatta di infanzia, famiglia, traumi e figure quasi mitologiche, trasformate dalla scrittura in simboli universali. La morte è una presenza ricorrente e inquietante. Non viene raccontata soltanto come fine, ma come tentazione, possibilità, paura e limite. Il protagonista oscilla continuamente sul confine tra il desiderio di scomparire e quello, altrettanto forte, di trovare una ragione per restare. In questo limbo assumono un ruolo centrale anche le dipendenze, l'insonnia, il fumo, l'alcol e la ricerca di una tregua dal rumore interiore. Ma Anedonia non è soltanto un libro sulla sofferenza. È soprattutto un libro sulla necessità di darle una forma. La scrittura diventa una sorta di catarsi: scavare nel dolore, attraversarlo e trasformarlo in parole. Il poeta non pretende di possedere una soluzione; cerca piuttosto una chiave, un antidoto, una possibilità di comprensione. Nel corso delle pagine la voce dell'autore si perde, si contraddice, si distrugge e prova continuamente a ricostruirsi. Fino alla fine rimane sospesa tra il desiderio di lasciarsi andare e quello di rinascere. "Anedonia" è, in definitiva, il ritratto sporco e sincero di un giovane uomo che cerca disperatamente un posto nel mondo, usando l'unico strumento che sente davvero suo: la parola. Un diario di bordo dei suoi primi vent'anni, scritto per sopravvivere al proprio buio e, forse, per ricordare a chi si sente altrettanto fuori posto che non è necessariamente solo.