Uomini e scrittori del mio tempo
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Prezzo online: € 35,00
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ISBN:
9788831358439
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Editore:
Giorgio Pozzi Editore [collana: Studi E Testi Di Cultura Letteraria]
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Genere:
Letteratura, Storia E Critica
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Dettagli:
p. 620
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Contenuto
Decenni di riflessioni e ricordi costituiscono la studiata architettura di Uomini e scrittori del mio tempo, nell'edizione Sansoni, ultima e definitiva, del 1965, che qui si ripresenta in anastatica, con un vasto studio introduttivo dei curatori Marino Biondi e Roberto Greggi. La paideia di Manara Valgimigli (1876-1965), filologo classico tra i più eminenti, noto al grande pubblico per le sue traduzioni dal greco dei tragici (Eschilo, Sofocle, Euripide) e dei filosofi (Dialoghi di Platone, Poetica di Aristotele). Il volume, di vasta mole, maturato e cresciuto nel tempo, è diviso in tre sezioni. Il baricentro è tutto carducciano, consacrato alla figura del Carducci poeta e maestro, coscienza del Risorgimento, unità serrata e compatta, pilastro memoriale del libro. Un'altra area altrettanto vasta, ma più mossa e criticamente risentita, è dedicata a Giovanni Pascoli. Figura più ardua da ricostruire, pertanto più complessa e sfuggente in talune sue articolazioni. È la sezione forse più enigmatica dei ricordi, ma ricca sul piano della ricerca biografica e della storiografia letteraria, il fenomeno unico di una letteratura italiana e una letteratura neolatina, coeve, e di uno stesso autore. Segue, a completare un quadro che è sempre più simile a un affresco d'epoca, la galleria dei contemporanei, una sezione più libera e varia, che raccoglie profili di amici, colleghi, critici letterari (Pietro Pancrazi, Attilio Momigliano, Diego Valeri), filologi classici (Giorgio Pasquali, Concetto Marchesi), giganti della musica (Arturo Toscanini) e una assai suggestiva teoria di figure minori, intime alla letteratura ma estranee alla grande fama. Disancorato da ogni riva, e da ogni scuola, Renato Serra, una personalità che per ingegno e destino riusciva a turbarlo profondamente. Una storia, infine, dell'umanesimo italiano come cultura e civiltà, ma anche come costume di vita, nel racconto commosso dell'ultimo testimone.
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