Scritti sulla tela. La critica d'arte dei pittori-scrittori nel Novecento italiano
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Nel corso del Novecento molti scrittori italiani hanno affiancato alla scrittura letteraria la critica d'arte, talvolta intrecciandola con una vera e propria pratica pittorica. Questo volume indaga il fenomeno del doppio talento, quando lo sguardo del pittorescrittore si misura con l'opera altrui: una prospettiva in cui la visione, il giudizio critico e la scrittura stessa sono filtrati dall'esperienza artistica personale. Attraverso lo studio di figure come Romano, Levi, Fortini, Pasolini, Testori, Buzzati, Parise e Tadini, il libro mostra come la critica d'arte "non professionale" abbia assunto nel tempo forme e strategie peculiari, dal dibattito tra realismo e astrazione fino all'affermarsi della pop art in Italia. Tra tassonomie di ekphrasis, autoritratti impliciti e intrecci transmediali, emerge un genere letterario autonomo, in cui scrittura e pittura si riflettono, si trasformano e si raccontano reciprocamente.
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