Il silenzio ai confini del mondo
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Padova, 2020. Mentre la pandemia trasforma le città in spazi deserti e sospende abitudini, relazioni e certezze, Anna Bordin si ritrova improvvisamente sola. Paolo, il timido barista con cui ha stretto amicizia, interpreta quella condizione di pericolo attraverso una logica personale e ossessiva: convinto di doverla proteggere, la rapisce e la rinchiude nella propria casa. Inizia così un confronto claustrofobico tra due persone costrette a misurarsi con paura, isolamento, bisogno di protezione, desiderio e dipendenza. La prigionia modifica progressivamente il loro rapporto e costringe Anna a interrogarsi anche sulle proprie scelte e sulla vita condotta prima che il mondo si fermasse. Il romanzo attraversa il trauma collettivo del 2020 trasformandolo nello scenario di una vicenda psicologica in cui il confine tra protezione e possesso, libertà e sicurezza, vittima e carnefice diventa sempre più complesso. Alla dimensione urbana e claustrofobica si affiancano successivamente il silenzio della montagna e il ritorno della natura, che accompagnano la ricerca di una nuova direzione personale.
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