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Kaspar Hauser

di Verdiglione Armando

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Contenuto

Come in un giallo, il lunedì di Pentecoste del 1828, in una strada di Norimberga, in Baviera, appare un ragazzo sconosciuto. Cammina incerto e si guarda intorno attirando l'attenzione degli abitanti. Il ragazzo risponde a stento con pochissime parole e scrive su un pezzo di carta un nome: Kaspar Haser. Il ragazzo diviene subito oggetto d'interrogatori e indagini da parte delle autorità cittadine. Tante le domande: da dove viene, di chi è figlio, chi l'ha portato fin lì, è questo il suo vero nome? Il ragazzo diviene un caso che invade la città in tutte le sue istituzioni, si estende in Baviera, da lì in Germania e poi in Europa, tanto da essere definito "Das Kind von Europe" (Il bambino d'Europa). Se ne parla in tutti i salotti, i circoli, le corti, sui giornali, nei libri. Intorno a Kaspar Hauser, tenuto prigioniero in una buca sotterranea per dodici anni, è stato costruito da tutori, insegnanti, giornalisti, politici, giuristi, uomini d'affari, nobili e faccendieri il segreto dell'origine e dell'identità. È, forse, il principe ereditario del Baden, allontanato per ragioni dinastiche? O è figlio di Napoleone Bonaparte? Oppure di Maria Leopoldina d'Austria-Este? Indagando nei documenti e nelle perizie e analizzando centinaia di libri, memorie, testimonianze e pagine scritte dallo stesso ragazzo, Armando Verdiglione trova come attorno all'"affare Kaspar Hauser" si muovano interessi colossali di corti, di agenti, di cospiratori, di pubblicisti, di uomini dell'ordine, di famiglie, di società segrete, e di banche, Rothschild, poi anche von Eichthal, poi Bethmann. Trascorrono 4 anni di trattamento, ma Kaspar Hauser, nonostante i tendenziosi sospetti d'impostura e i depistaggi, non si lascia ridurre a zero, non si lascia archiviare come caso psichiatrico. Egli disturba i piani di neutralizzazione della sua vita, al punto che, nel 1832, Anselm von Feuerbach, presidente di Corte d'Appello, pubblica un libro con il titolo Kaspar Hauser, ovvero un esempio di crimine contro l'anima di un essere umano. Il ragazzo è diventato pericoloso. Nel 1833, una pugnalata lo uccide. Le questioni sollevate dal caso Kaspar Hauser pervadono l'elaborazione psichiatrica, psicologica, linguistica e giuridica che riguarda l'infanzia e l'adolescenza, lungo tutto l'Ottocento e il Novecento. Oggi, chi sono i bambini non voluti, scomodi, da trattare, i bambini che disturbano e i ragazzi pericolosi? Questo interrogativo percorre come un filo l'intero libro e rende attuale questo caso. Il vero caso Kaspar Hauser prova come la vita resti, anche contro tutti i tentativi di cancellarla.