Spettri diurni I. Miseria e mendicità nella poesia francese all'avvento del capitale
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Spettrale è il vivente - o meglio il sopravvivente - allorché resiste sulla scena della storia agli effetti mortiferi della serialità. Da una prima fase paternalistica interpretata da posture socialmente dominanti (l'aristocratico Vigny, il borghese Hugo) si giunge a una parificazione tra il poeta e il mendicante attraverso la rinuncia a una retorica miserabilista (Gautier, Baudelaire, Mallarmé). Vi sono poi poeti che hanno assunto, o subìto, la condizione della miseria e della mendicità: da Aloysius Bertrand a Germain Nouveau, passando per Verlaine e Rimbaud. Il filo conduttore del volume è rappresentato dal Sole, astro associato al Padre, al Bene, al Capitale. Spostato il suo raggio di influenza, con Baudelaire, dalla fertile campagna alla infeconda metropoli, il Sole infierisce ora, con cinico sovrappiù di realtà, sulla vita larvale dei suoi figli reietti.
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