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Coraggio, fatti... fottere. Il West(ern) di Donald Trump

di Lenzi Massimiliano

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Contenuto

Donald Trump, non è Clint Eastwood ma come gli vorrebbe assomigliare. Non fisicamente - cosa complicata viste le evidenti differenze tra i due - e non all'artista Eastwood bensì ad uno dei personaggi western (e non) memorabili che l'attore americano ha interpretato al cinema, consacrandoli per sempre all'immaginario collettivo. È il linguaggio e sono le parole usate con una certa frequenza da Donald Trump nei suoi discorsi a fare del presidente Usa una figura che evoca l'universo western ad ogni occasione, un mondo di frontiera dove contava (e conta) vigeva (e vige) la legge del più forte. E nient'altro. Quando gli chiedono chi sia il suo attore preferito, 'The Donald' cita con grandi elogi Jon Voight, Sylvester Stallone e pure Mel Gibson. Ma non dimentica mai la sua ammirazione per Eastwood, il Biondo che Sergio Leone ha immortalato per sempre ne "Il buono, il brutto e il cattivo". Uno che nel vecchio West, dov'era cacciatore di taglie, a chi lo voleva fottere su un ricercato dicendogli: "Ehi tu, lo sai che la tua faccia assomiglia a quella di uno che vale 2.000 dollari?", senza scomporsi d'una virgola rispondeva laconico: "Già, ma tu non assomigli a quello che li incassa".