Tutti giù per terra. Estetica e narrazione nella società della performance
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Perché in passato sembrava più facile immaginare un mondo diverso e più giusto? Perché l'arte di pochi decenni fa ci appare più coraggiosa, meno piegata alle logiche di mercato? Tra musica elettronica, pubblicità, cinema e letteratura, questo libro indaga l'impoverimento del nostro immaginario nell'epoca del dominio degli algoritmi. Emergono storie che, per rendere la realtà leggibile, ne riducono la complessità a modelli elementari e rassicuranti. In questo quadro, il consumatore è trattato come un eterno adolescente e l'immaginario collettivo si tinge di toni depressivi. Se la nostra capacità di immaginare il futuro si è ridotta, continuiamo tuttavia a consumare storie senza sosta. Le serie tv come Better Call Saul e i romanzi di Elena Ferrante e di Stephen King diventano così strumenti per osservare desideri, paure e immagini che abitano il nostro presente.
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