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Cambiare pelle. Autobiografia di una femminista

di Stefan Verena

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Contenuto

Nel 1975 una fisioterapista di 28 anni pubblica a Berlino un piccolo libro. In poche settimane, quell'opera stampata con mezzi di fortuna da una casa editrice militante invade la città: conquistati gli ambienti femministi, si fa spazio anche nella scena letteraria "ufficiale", superando in due anni le centomila copie. "Cambiare pelle" descrive il percorso di autoconsapevolezza di Verena Stefan: i primi contatti con il femminismo nella Berlino Ovest degli anni '70, la partecipazione ai collettivi, l'incontro con Nadjenka e la scoperta della propria omosessualità. Raccontare quelle vicende aveva richiesto l'ardimento di chi si avventura in terre ignote: non solo perché erano esperienze in gran parte mai dette prima, ma perché scrivendo Stefan si era «scontrata parola per parola e concetto per concetto con il linguaggio dato». Un linguaggio che le appariva decisamente refrattario alle esperienze delle donne o ai rapporti omosessuali, e che necessitava di essere reinventato per «poter avviare un nuovo modo di pensare». Riproposto nella traduzione militante del 1976 di Lilia Bevilacqua e Lorenza Pampaloni, da loro riveduta a cinquant'anni di distanza, "Cambiare pelle" è una pietra miliare del femminismo: un'opera da affiancare a quelle di Annie Ernaux, Carla Lonzi e Alice Ceresa.