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Lingua e potere. Studi sui linguaggi del dominio e della resistenza

di Faloppa Federico

  • Prezzo online:  € 19,00
  • ISBN: 9788833942506
  • Editore: Bollati Boringhieri [collana: Saggi]
  • Genere: Linguistica
  • Dettagli: p. 320
Spedito in 5 giorni lavorativi
Spese di spedizione: 4,40 €oppure ritiro in negozio GRATUITO

Contenuto

«Remigrazione». Oggi qualcuno usa questa parola come se fosse sempre stata lì: un termine tecnico tra i tanti, quando si parla di migrazioni. Eppure è una parola piuttosto recente, abilmente introdotta nel lessico politico per rendere presentabile ciò che fino a poco tempo fa sarebbe apparso inaccettabile: la deportazione di massa. E infatti a dirla così suona differente: le parole hanno un peso e producono effetti reali sulla vita delle persone. La lingua è potere. È solo uno degli esempi che Federico Faloppa affronta in questo saggio unico e necessario. In "Lingua e potere", uno dei maggiori studiosi italiani dei discorsi d'odio e della costruzione linguistica dell'alterità svela nel dettaglio alcuni dei meccanismi che informano il discorso e ne fanno - anche inconsapevolmente - uno strumento di dominio. Dalle retoriche dei leader politici ai dizionari, dai media alle burocrazie, dalle politiche migratorie ai confini, dalle rappresentazioni delle minoranze alle classificazioni amministrative, l'uso della lingua denota, influenza, svela e nasconde, classifica e determina gerarchie: in ultima istanza, risulta funzionale ai rapporti di potere. Ma il libro va oltre. Interroga anche il modo in cui vengono costruiti i saperi, esplora le eredità del colonialismo nelle discipline linguistiche, indaga il rapporto tra linguaggio e giustizia climatica, spingendosi fino alle nuove frontiere del potere contemporaneo: le piattaforme digitali e le «costituzioni» dell'intelligenza artificiale, dove il linguaggio non serve più soltanto a rappresentare la realtà ma diventa strumento per orientare i sistemi che contribuiscono a governarla. Attraversando Foucault e Gramsci, Mbembe e Butler, le migrazioni e i muri, il razzismo e la deumanizzazione, le pratiche di resistenza e di cura, Lingua e potere restituisce al lettore una domanda fondamentale: chi ha il potere di nominare il mondo? Un saggio rigoroso e accessibile che ci insegna a guardare le parole con occhi diversi. Perché le parole possono ferire, escludere e dominare. Ma possono anche aprire spazi di libertà, riconoscimento e trasformazione. E capire come funzionano è il primo passo per non subirne, passivamente, il potere.