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La casa. Storia di una famiglia di fine Ottocento

di Salomè Lou Andreas

  • Prezzo online:  € 24,00
  • ISBN: 9788868995898
  • Editore: Vanda Edizioni [collana: Biblioteca Femminista]
  • Genere: Classici
  • Dettagli: p. 340
Spedito in 5 giorni lavorativi
Spese di spedizione: 4,40 €oppure ritiro in negozio GRATUITO

Contenuto

Scritto nei primi anni del Novecento e pubblicato nel 1921, "La casa" è una delle opere narrative più complesse di Lou Andreas-Salomé. Romanzo psicologico e familiare insieme, esplora i temi della libertà personale, della vocazione artistica e del ruolo della donna nella società di fine Ottocento. È la storia della famiglia Branhardt, che vive in una casa immersa nella quiete della campagna tedesca, sospesa tra raccoglimento e apertura sul mondo - Villa Loufried, presso Göttingen, dimora dell'autrice fino alla morte. Al centro del racconto vi è Annalisa, donna sensibile e intelligente che ha rinunciato alla propria vocazione di pianista per dedicarsi alla famiglia. Attorno a lei si muovono la figlia Gitta, inquieta e desiderosa di costruire una vita autonoma, e il figlio Balduin, giovane di straordinaria sensibilità, impegnato nella ricerca della propria identità creativa. Sullo sfondo, il marito Frank, affettuoso ma legato ai valori dell'ordine borghese e dell'autorità maschile tradizionale. Nel corso del romanzo, ciascuno di loro intraprende un percorso di crescita e di emancipazione, alla ricerca di quel «paese degli artisti» che per Andreas-Salomé rappresenta la possibilità di una realizzazione autentica di sé. Uno degli elementi più originali dell'opera - come rileva la curatrice Chiara Gianni nella Postfazione - è la metafora della casa come chiocciola. Salomé la trasforma nel simbolo di uno spazio dinamico e trasformativo, luogo di autonomia, elaborazione interiore e ridefinizione del femminile. Diversamente, Virginia Woolf la associa a un ripiegamento dell'io e concepisce la libertà femminile come un'uscita dagli spazi prescritti della domesticità. Annalisa, che vive la tensione tra protezione e costrizione nello spazio domestico, non si emancipa attraverso la fuga o la rottura, ma attraverso una lenta e creativa riappropriazione di sé, che avviene proprio all'interno della casa e grazie a una rielaborazione della maternità, sottratta alla sola dimensione biologica e intesa come funzione relazionale e simbolica capace di generare legami, cura e appartenenza. Parallelamente, Gitta e Balduin cercano ciascuno la propria strada, mettendo alla prova modelli familiari e aspettative sociali e mostrando come la felicità non nasca dal sacrificio dell'individualità, ma dalla possibilità di sviluppare pienamente la propria personalità. Con una prosa elegante e uno stile meditativo e stratificato, capace di fondere immagini poetiche e analisi concettuali, Andreas-Salomé anticipa sensibilità femministe e anti-riduzioniste, regalandoci un romanzo familiare e filosofico insieme, ancora oggi sorprendentemente attuale.