Decolonizzare la mente. La politica della lingua nella letteratura africana
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«L'arma più grande scatenata ogni giorno dall'imperialismo, contro la sfida collettiva degli oppressi, è la bomba culturale, una bomba che annulla la fiducia di un popolo nel proprio nome, nella propria lingua, nelle proprie capacità, in definitiva in sé stessi» (Ng?g? wa Thiong'o). Decolonizzare la mente è il saggio che più esprime il pensiero del grande drammaturgo e romanziere keniota riguardo a quello che possiamo chiamare "colonialismo culturale". Privare i popoli della loro lingua non è solo sradicare la loro memoria e il loro patrimonio culturale, ma è incidere gravemente sulla loro fiducia in sé stessi. Questo breve e denso saggio, carico di esperienza e di ricerche, esprime, più di tante analisi economiche, un dramma mondiale che coinvolge gli oppressi e chi oggi, non oppresso economicamente, è egualmente preso nella morsa mediatica della comunicazione che non gli fa più cogliere il livello antropologico del vivere, perché sostituito da quello delle merci.
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