Schiavi per natura, schiavi per cultura
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La dottrina della schiavitù naturale non è un dettaglio: è un punto di frizione tra antropologia, etica e politica nell'antichità. Solo nell'antichità? Questo saggio parte dalla schiavitù per natura (Aristotele) per confrontarsi con la modernità (Kant, Rousseau, Hegel, Nietzsche, ecc.) fino alla post-modernità (Foucault, Baudrillard) mostrando che l'abolizione ottocentesca della schiavitù ha i contorni di un'impostura. L'antica controversia sulla schiavitù naturale si scioglie così nel suo opposto: non perché tutti siamo liberi per natura, ma perché nessuno ha una natura che preceda la storia . E se è vero, come insegna tutta la tradizione filosofica, che l'uomo è il vivente che deve darsi una forma, allora l'indeterminazione è il nostro più grande rischio e nel contempo la nostra unica ricchezza.
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