Di guerra, di amore e di eresia. Margherita di Saluzzo-Cardè. La nobildonna che sfidò l'Inquisizione
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Margherita di Saluzzo-Cardè era libera ed "eretica", colta e coraggiosa. Lottò per le sue idee in tempi, quelli del XVI secolo, sicuramente non favorevoli alla libertà di pensiero e di coscienza. Appartenente a un ramo cadetto del grande casato marchionale saluzzese, e sposata giovanissima a un nobiluomo e militare francese, fu celebrata a Parigi e a Torino come «una delle donne più belle del mondo» e venne accolta da Caterina de' Medici tra le sue dame d'onore. In Francia, a testimonianza della sua fama, le dedicarono la prima traduzione dell'Orlando furioso di Ludovico Ariosto. Ma la Storia l'ha dimenticata. Al suo oblio ha contribuito l'adesione alla fede valdese nel pieno del 1500, durante le terribili guerre di religione tra cattolici e protestanti. Chi non la scordò fu l'Inquisizione di Roma. Il Sant'Uffizio, infatti, la perseguitò per anni, facendola arrestare e incarcerare. La vita di Margherita, ricostruita in questo libro, è come un romanzo, ricco di avventure, di amori, di colpi di scena, di misteri. La sua non è la «solita» storia di una nobildonna entrata negli ingranaggi del potere, dei troni e degli altari, per diritti dinastici o d'alcova, o per esiti di matrimoni oppure per intrighi politici. È la storia invece delle battaglie e dei travagli, delle solitudini e delle pene, di chi ha messo in gioco se stessa per affermare un'identità e un'autonomia femminili nell'esistenza quotidiana, nei sentimenti, nella religione.
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