Il semplice oblio. Autobiografia del giovane Agosti lontano dal padre
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Caro Agosti, ho letto il tuo libro, "Il semplice oblio", che mi ha molto toccato per il suo carattere narrativo distaccato e quasi "neutro", come un reperto sulle cose della vita, quelle belle e quelle brutte.Per mia natura non prediligo i libri autobiografici e francamente non so se il tuo lo sia.Secondo me la vita bisogna reinventarla, o raccontarla con le maggiori bugie possibili. Credo che nessuno meriti di conoscere la nostra vita, a parte noi stessi, quando (e se) ci riusciamo.Comunque ho apprezzato molto la serenità e la sobrietà con la quale questa vita è raccontata, perché vi traspare una forma di saggezza e un dominio del proprio io che appartengono a pochi e che mi ricordano, nell'ambito della memorialistica, certe dimensioni di un anacoretismo (inteso nel senso migliore) che non è affatto rinuncia al mondo, ma al contrario è un vivere nel mondo senza lasciarsi travolgere dalla sua idiozia e dal caos.Molti complimenti e molti auguri. Ti penso con stima e amicizia.Tuo,Antonio Tabucchi
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