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I tormenti di Giacomo Casanova. Cinque conversazioni col Cavaliere di Seingalt e un monologo finale

di Perina Fabio

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Contenuto

Chi era Giacomo Casanova, il Cavaliere di Seingalt? Se potessimo domandarlo a lui, è probabile che risponderebbe così: tutto e niente. E se ancora gli chiedessimo di essere più preciso, è altrettanto possibile che ne avremmo a riscontro una sequela interminabile di sostantivi. Sì, lo confesso, direbbe, io fui libertino, filosofo, poeta, teologo, storico, giurista, diplomatico, letterato, cabalista, spia, predicatore, violinista, massone, baro, occultista, bibliotecario, traduttore, librettista, impresario, matematico, romanziere, grecista, commediografo, informatore, rimatore, biscazziere, polemista... E poi: scroccone, millantatore, ciarlatano, scialacquatore... Se l'avesse scritta in italiano, della sua "Histoire de ma vie" parleremmo come di una delle opere più alte della nostra letteratura. Avendole lette, quelle pagine memorabili, è quasi impossibile resistere alla tentazione di farne rivivere il protagonista per via di nuove avventure. Lo fecero Sandor Marai, Arthur Schnitzler, e altri certamente vi si cimenteranno in futuro. Altrettanto irresistibile è la tentazione di parlargli, di porgli delle domande. Vi riuscì Giorgio Manganelli in una delle sue interviste impossibili. Ci prova ancora con queste povere pagine un lettore ben inferiore a quel grande modello. Nessun confronto, per carità..