Miles Davis. 65 vite dalla A alla Z
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I 65 anni della vita di Miles Davis (Alton 1926 - Santa Monica 1991), tra i grandi della musica del secondo Novecento, risultano tutti vissuti intensamente, tranne qualche periodo oscuro, come accade a ogni artista di genio e sregolatezza. Polistrumentista (tromba, flicorno, organo, tastiere) bandleader, compositore, talent scout, anche pittore e attore, il cosiddetto Divino o Principe delle Tenebre rivoluziona la storia del jazz almeno tre volte in un solo ventennio, benché la propria ricerca sonora risulti sempre in continua ebollizione. Su Davis, anche in Italia dai Seventies a oggi, escono svariate bio e monografie, tra cui la prima, notevolissima, proprio con Arcana, firmata da Ian Carr, musicologo ma soprattutto collega di Miles. Dopo Carr, vi sono molti altri contributi sull'argomento, oltre la fondamentale autobiografia (dettata allo scrittore Quincy Troupe), mentre risulta assente una sorta di enciclopedia o dizionario che riassuma e commenti in 65 voci/capitoli (numero corrispondente all'età di Davis) le diverse imprese estetico-culturali del protagonista: lo fa ora Guido Michelone addentrandosi in luoghi, dischi, brani, concerti, aspetti caratteriali e psicologici che via via decretano per Miles un successo internazionale: partito sotto l'ala protettiva di Charlie Parker, poi di Gil Evans nonché del produttore Teo Maceo, grazie ai due quintetti (prima John Coltrane, quindi Wayne Shorter come "spalle") viene acclamato dalle élites, ma giunge al pubblico di massa con la "svolta elettrica", vicino, in ultimo, addirittura alla pop music. L'autore, prolifico jazzologo, setaccia l'immensa discografia (anche postuma con recenti edizioni) per raccontare un inedito Miles Davis in ordine alfabetico. Prefazione di Massimo Donà.
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