Un chilo d'anima. Metamorfosi di un disturbo alimentare
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Mi pesavo di continuo, come un carceriere che controlla il prigioniero. E il numero sulla bilancia era sempre un giudice spietato. Non importava se fosse salito o sceso: era comunque un verdetto di colpa. Il corpo era diventato nemico e prigione. Io lo punivo, lo svuotavo, lo riempivo, lo insultavo. Ogni volta che mi guardavo nudo allo specchio provavo un disgusto viscerale, come se fossi fatto di cera colata, di carne senza forma. La trasformazione di Roberto Arduini, voce nota di Radio RAI 2, non è solo una storia di dimagrimento estremo, ma un viaggio doloroso e necessario dentro il rapporto più difficile di tutti - quello con sé stessi. In queste pagine Arduini racconta con lucidità e ironia il precipizio dell'ossessione: le diete infinite, le abbuffate solitarie, la vergogna sociale, le ferite invisibili che ogni commento, ogni sguardo, ogni selfie poteva riaprire. Ma racconta anche la lenta risalita, fatta di scelte radicali, consapevolezze nuove e una riconciliazione possibile con il corpo e con la fame, fisica e affettiva.
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