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Fra Dolcino, Gherardo Segarelli e il Regno futuro della libertà

di Rossetti Mauro

Disponibile su prenotazione.
Spese di spedizione: 3,49 €oppure ritiro in negozio GRATUITO

Contenuto

Gherardo Segarelli, che inizia la sua predicazione a Parma nel 1260, viene definito da Salimbene de Adam, il frate minorita autore della Cronica, "zotico e illetterato", mentre i suoi seguaci, che dalla gente comune venivano chiamati "apostoli", per lui non sono altri che "ribaldi e imbroglioni, che sfuggono la zappa e si rifiutano di lavorare, ai quali starebbe meglio custodire le vacche e i porci o pulire le latrine, e fare qualche altro vile mestiere, o comunque rimanere a coltivare i campi".Dolcino, divenuto la guida della fratellanza dopo il rogo di Segarelli del luglio 1300, per gli inquisitori che lo condanneranno a una morte crudele è il "perfido eresiarca", il "figlio di Belial", l'angelo ribelle, signore dell'arroganza e della superbia che porta con sé solo cattiveria e distruzione.A una lettura più attenta della Cronica e delle testimonianze su Dolcino più vicine al suo tempo emergono, però, due figure molto più complesse di quelle, totalmente negative, tratteggiate da coloro che ne hanno tramandato la storia.