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Da piazza San Sepolcro a Fiume cittā di vita. Alessandro Pozzi nel Diciannove tra Mussolini e d'Annunzio

di Morghen Ruggero

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Contenuto

Il milanese Alessandro Pozzi, detto Sandro, classe 1901, č legionario a Fiume con Gabriele d'Annunzio, ma č anche un fascista della prima ora, un sansepolcrista, un diciannovista inserito vitalmente nel magmatico mondo rivoluzionario di quest'anno: l'anno degli albori, in cui la giovinezza irrompe come categoria dello spirito consacrata dalla guerra. Lo troviamo infatti il 23 marzo 1919 a Milano alla storica adunata di San Sepolcro fondativa dei Fasci di combattimento. Nella cittā di vita, invece, Pozzi č un giovanissimo ardito protagonista della singolare stagione fiumana con Comisso, Furst, Kochnitzky e, naturalmente, Guido Keller, cui č legato da una strana amicizia. A Fiume prende parte attiva alla festa della rivoluzione ed č tra i firmatari dell'incendiario appello "Ai fiumani!", di sapore futurista, che invita a "rendere tutto possibile in atmosfera di genialitā-follia incandescente". Torna a Milano nel novembre del '19, latore di un messaggio del Comandante per "Il Popolo d'Italia", e si tuffa nella competizione elettorale, nel "pantano cartaceo", tra le teste di ferro inviate da Fiume a supporto e protezione della lotta civica, combattuta per l'appunto "sul terreno fiumano dalmatico anticagoiesco". A novembre Sandro č arrestato con Mussolini e processato. Uscirā in dicembre.