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Il ritorno di Gustav Mahler e altri scritti musicali

Il ritorno di Gustav Mahler e altri scritti musicali

di Zweig Stefan

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Contenuto

Quello di Stefan Zweig con la musica non Ŕ un rapporto occasionale, ma in qualche modo costitutivo della sua stessa ispirazione letteraria. Stefan Zweig, viennese, crebbe con gli idoli della Vienna della sua giovent¨: "Scorgere Gustav Mahler per strada era un evento da riferire ai compagni come un piccolo trionfo personale, e quando un giorno, fanciullo, fui presentato a Johannes Brahms e lui mi battÚ giovialmente sulla spalla, rimasi per alcuni giorni sconvolto dallo straordinario evento". E proprio Mahler ritorna in uno degli scritti musicali qui raccolti, l'appassionato omaggio a questo grande maestro di un'intera generazione di intellettuali, ricordato nell'ultimo periodo della sua vita ma anche, soprattutto, nell'eco profonda che la sua scomparsa lasciava su chi aveva avuto la fortuna, se non di conoscerlo, almeno di ascoltarlo e di assistere alle sue direzioni d'orchestra. Sono d'altra parte ben note le frequentazioni che Stefan Zweig ebbe con musicisti come Max Reger che aveva messo in musica le sue prime poesie, Maurice Ravel, BÚla Bartˇk, Alban Berg, oltre a Bruno Walter, Ferruccio Busoni e Arturo Toscanini, che ritroviamo in questa nostra edizione; e, insieme a questi, un grandissimo musicista di un'altra epoca, Georg Friedrich Haendel, cui Zweig dedica un vero 'racconto musicale', ricostruendo la genesi di uno dei suoi massimi capolavori, il Messiah (1741): una lotta tra vita e morte, tra suono e silenzio, fino al trionfo, a quel "miracolo della volontÓ" che rese questo celeberrimo oratorio un 'unicum' nella produzione artistica dello stesso compositore, tanto che Haendel volle destinarlo ai fanciulli abbandonati.

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